Perché l’agenzia spaziale italiana necessita di una revisione strutturale
L’ASI è il terzo maggiore contributore dell’Agenzia Spaziale Europea, presiede il Consiglio ministeriale dell’ESA per il triennio 2025-2028 e, tuttavia, è coordinata da un gruppo di sette diversi enti statali italiani per una singola trattativa relativa a un lanciatore, una combinazione che nessun’altra agenzia del Quartetto (ASI, CNES, DLR e UKSA) presenta.
L’Italia ha stanziato 3,5 miliardi di euro in occasione della riunione ministeriale di Brema del 25 novembre 2025, con un aumento del 13% rispetto a Parigi 2022, e il ministro Adolfo Urso ha assunto la presidenza ministeriale dell’ESA per il triennio 2025-2028, con il prossimo Consiglio che si terrà in Italia nel 2028. Allo stesso tempo, il Paese ha approvato la sua prima legge organica sull’economia spaziale (Legge 89/2025), ha trasferito la proprietà operativa della costellazione di osservazione terrestre IRIDE all’ASI, ha mediato la Launcher Exploitation Declaration che ha liberato Avio dal monopolio di operatore unico di Arianespace e ha stanziato 130 milioni di euro per un modulo abitativo lunare per il programma Artemis della NASA. Letti come una serie di titoli, questi fatti descrivono una potenza europea ambiziosa. Letti come il risultato di una singola istituzione, descrivono qualcosa di più strano: un’agenzia la cui forma organizzativa è stata progettata per un ruolo e alla quale ora viene chiesto di svolgerne un altro. Una lettura strutturale è il modo giusto per capirne il motivo.
Di cosa è fatta l’ASI e a cosa serve
Per un’agenzia come l’ASI, il peso analitico ricade quasi interamente sulle colonne Formale ed Efficiente, con un baricentro situato a livello del Supersistema, dove si definisce la governance e dove si contende la gerarchia del Quartetto.
L’ASI possiede direttamente pochissimi veicoli spaziali, non costruisce quasi nulla internamente e, a differenza del CNES con le sue direzioni tecniche interne o del DLR con il suo modello di centri di ricerca, si affida a un triangolo costituito da INAF, INFN e appaltatori nazionali per l’esecuzione delle missioni. La dimensione Materiale si articola quindi attraverso risorse prese in prestito: le costellazioni e i carichi utili che recano il logo dell’ASI ma hanno una genealogia industriale distribuita. La dimensione Finale è più complessa di quanto sembri a prima vista, poiché la missione dell’agenzia è stata riscritta tre volte in due anni (dalla Legge 89/2025, dall’incarico COMINT del dicembre 2024 e dal trasferimento di proprietà dell’IRIDE) e lo scopo dichiarato non corrisponde più in modo chiaro allo scopo rivelato. La sezione “Architettura e framework (dimensione formale)” qui, e la sezione “Integrazione: proprietà emergenti” alla fine, sono i due punti in cui questa discrepanza diventa visibile; le sezioni del corpo tra di esse documentano l’anatomia cellula per cellula.
Risorse e tecnologie (dimensione Materiale)
La base operativa dell’ASI è costituita da una rete di veicoli spaziali, stazioni di terra e carichi utili, la cui caratteristica distintiva è che la maggior parte di essi non è di proprietà dell’ASI, almeno fino a quando, di recente e in modo deliberato, alcuni di essi hanno iniziato a diventarlo.
Livello fondamentale
La posizione equatoriale nel Mediterraneo del Centro Spaziale Luigi Broglio a Malindi, la geometria a bassa latitudine dell’Antenna per lo spazio profondo della Sardegna vicino a Cagliari e la linea di base geodetica del Centro di Geodesia Spaziale a Matera sono i tre presupposti fisici imprescindibili su cui poggia l’infrastruttura spaziale italiana. Si tratta di substrati in senso stretto: sono stati scelti in base alla meccanica orbitale e alla geometria terrestre, non per ragioni meramente politiche, e nessuno di essi può essere trasferito altrove. Al di là di questi, l’ASI dipende dallo stesso spettro, dallo stesso ambiente di radiazione e dalla stessa popolazione di detriti di ogni altro attore spaziale: un vincolo, ma nulla di straordinario.
Livello sottosistema
A livello di componenti, l’inventario dell’ASI è dominato da hardware di classe strumentale prodotto da un gruppo riconoscibile di attori industriali nazionali. Thales Alenia Space Italia fornisce i carichi utili LETO e LEM-X per il programma lunare Terra-Luna-Marte finanziato dal PNRR . OHB Italia è il capofila dell’ottetto Eaglet II che il 28 novembre 2025 ha portato IRIDE a superare i sedici satelliti in orbita, con un consorzio di Optec e Aresys che ha contribuito con i carichi utili ottici e SAR. Qascom, una piccola impresa di Bassano del Grappa, ha costruito il ricevitore LuGRE che il 2 marzo 2025 è diventato il primo dispositivo GNSS ad acquisire una posizione sulla superficie lunare, atterrando a bordo del Blue Ghost di Firefly. Il polarimetro a piano focale IXPE sviluppato presso l’INAF-IAPS è il contributo italiano emblematico a livello di sottosistema a un Small Explorer della NASA. Insieme, questi elementi descrivono una base di componenti ricca di strumenti e carichi utili.
Livello Sistema
Le piattaforme integrate che definiscono l’ASI come presenza concreta sono COSMO-SkyMed Second Generation, PRISMA, PLATiNO e, sempre più, IRIDE. CSG-FM3 è stato lanciato da Vandenberg il 28 dicembre 2025, continuando la costellazione SAR in banda X sotto una doppia proprietà civile-militare che rimane l’esempio più chiaro di governance a duplice uso nel Quartetto. PRISMA porta avanti la missione iperspettrale che ha superato la soglia da piattaforma innovativa a infrastruttura di base per la ricerca europea sull’osservazione della Terra con machine learning. IRIDE rappresenta il singolo cambiamento a livello di sistema più significativo nell’impronta materiale dell’agenzia: sessantotto satelliti distribuiti su sei sottocostellazioni sono previsti entro il 2027, assemblati da cinque linee tecnologiche distinte piuttosto che da un unico bus monolitico e, a partire dalla Mission Data Policy del marzo 2026, gestiti con una licenza dati rilasciata dall’ASI dal controllo missione a Roma. La costellazione è entrata in operazione il 1° luglio 2026, quando l’ASI ha aperto l’IRIDE Marketplace ai primi dati satellitari e prodotti geospaziali, dopo aver già raggiunto con sette mesi di anticipo l’obiettivo di ventiquattro satelliti previsto dal PNRR.
Livello Supersistema
A livello di rete, la presenza materiale dell’ASI è sempre composita. IRIDE è concepito come un livello di osservazione della Terra europeo complementare a Copernicus, non come un suo sostituto. La famiglia COSMO-SkyMed è integrata nel SIASGE con la costellazione argentina SAOCOM. I contributi di Artemis (il modulo pressurizzato I-HAB, l’elemento di rifornimento ESPRIT, il candidato Modulo Abitativo Multipurpose sulla Superficie Lunare) sono per definizione parti di un’architettura guidata dalla NASA. La prevista costellazione nazionale sovrana LEO, il cui studio di fattibilità è stato commissionato dal COMINT nel dicembre 2024, è nel frattempo passata a una seconda fase di studio dimensionata su circa cento satelliti e una realizzazione di oltre cinque anni, ma resta uno studio e non un programma finanziato, e la costellazione europea di connettività sicura IRIS², alla quale l’Italia partecipa, è in ritardo rispetto al programma. Il modello è coerente in tutti i casi citati: l’ASI contribuisce con hardware italiano visibile a reti la cui governance risiede altrove.
Architettura e framework (dimensione formale)
È proprio nell’architettura formale che l’ASI si discosta in modo più netto dai suoi omologhi del Quartetto: la normativa che la disciplina, la catena di comando e il meccanismo di coordinamento interministeriale descrivono nel loro insieme un’istituzione che differisce dal CNES, dal DLR o dall’UKSA in ciascuno dei suoi tre livelli distintivi.
Livello fondamentale
L’ASI è stata ricostituita come Ente Pubblico di Ricerca (EPR) ai sensi del Decreto Legislativo 128/2003, uno status che condivide con l’INAF, l’INFN e il CNR, ma non con il CNES (un EPIC sotto la tutela del Ministero della Ricerca e della Difesa ), DLR (un’associazione registrata sotto la tutela del BMWK) o UKSA (un’agenzia esecutiva del Dipartimento per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia). Lo status di EPR vincola il regime del personale dell’ASI, il suo ciclo finanziario e la sua catena di responsabilità al quadro degli enti di ricerca, motivo per cui il MUR mantiene l’autorità di supervisione formale anche se la direzione strategica ora passa attraverso un percorso politico che il decreto del 2003 non aveva previsto. Questo è il substrato costituzionale su cui poggiano tutte le altre caratteristiche formali.
Livello Sottosistema
I quadri a livello di componenti includono le specifiche standard ECSS, la Politica sui dati di missione IRIDE approvata il 9 marzo 2026, il quadro di sicurezza informatica che sancisce la convenzione ASI-Polizia di Stato sulla criminalità informatica rinnovata nel marzo 2026 e l’insieme delle procedure di qualificazione che regolano i segmenti di terra COSMO-SkyMed e PRISMA. Il software che vola sui carichi utili italiani, le catene di elaborazione a terra per i prodotti iperspettrali e SAR e le regole di licenza dei dati di missione per IRIDE risiedono tutte in questa cella.
Livello Sistema
Il quadro di riferimento a livello di sistema è la Launcher Exploitation Declaration (LED) firmata in occasione del Consiglio dell’ESA il 10 luglio 2025. La LED riconosce Avio come fornitore autonomo di servizi di lancio per la famiglia Vega , ponendo fine al ruolo di operatore unico di Arianespace e consentendo ad Avio di ottenere una licenza di operatore a Kourou: la prima entità non francese accettata dalla Francia per i lanci dal Centro Spaziale della Guyana. Intorno alla LED si trova l’apparato di governance di progetto dell’ASI per i contributi Artemis, per il programma lunare EMM finanziato dal PNRR e per la catena operativa a duplice uso CSG/Difesa. Il quadro a livello di sistema è particolarmente denso di regole di appalto, che il rapporto dell’ESPI del gennaio 2026 One Word, Many Approaches identifica come il punto di divergenza più eterogeneo all’interno del Quartetto.
Livello Supersistema
Qui si collocano i due fatti formali che rendono l’ASI strutturalmente distintiva. Il primo è la Legge 89/2025 (Legge 13 giugno 2025 n. 89), la prima legge organica italiana sull’economia spaziale, promulgata dopo un voto della Camera di 133-89-2 il 6 marzo 2025 e che designa l’ASI come autorità tecnica nazionale per l’autorizzazione delle attività spaziali private. Si tratta del primo quadro normativo nazionale completo di questo tipo nell’UE: una posizione di primo arrivato che, come avverte il documento Bold Words, Blurred Lines dell’ESPI, potrebbe essere superata dal prossimo Space Act dell’UE. Il secondo è il Comitato Interministeriale per le Politiche relative allo Spazio e alla Ricerca Aerospaziale (COMINT), presieduto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Ministro Urso del MIMIT come autorità delegata, che assegna la dotazione finanziaria e stabilisce la direzione mentre l’ASI esegue: un ruolo che nel maggio 2026 il COMINT ha formalizzato in una roadmap decennale, il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale . Il CNES opera sotto un’unica tutela condivisa tra il Ministero della Ricerca e il Ministero delle Forze Armate; il DLR fa capo a un unico Bundesministerium; la direzione strategica dell’ASI passa attraverso il COMINT, la sua autorità di vigilanza attraverso il MUR e la sua interfaccia di politica industriale attraverso il MIMIT, con un ulteriore ufficio di politica spaziale presso la stessa Presidenza del Consiglio. L’architettura italiana è l’unica nel Quartetto in cui il livello politico e quello tecnico sono istituzionalmente separati.
Operatori e parti interessate (dimensione dell’efficienza)
La caratteristica distintiva dell’ASI a livello di attori è che essa integra anziché costruire, e che la sua funzione integrativa è a sua volta distribuita su un ampio ventaglio di attori statali italiani, strutture accademiche e una base industriale composta da circa trecento aziende.
Livello fondamentale
I pilastri su cui si fonda l’ASI sono gli istituti italiani di ricerca e istruzione il cui mandato precede quello dell’agenzia: l’INAF per l’astrofisica, l’INFN per la fisica delle particelle e gravitazionale, il CNR per la ricerca tecnica in senso lato, e varie università, tra cui il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, la Sapienza e Tor Vergata a Roma. A livello internazionale, gli organismi normativi e di regolamentazione (ITU, Inter-Agency space debris Coordination Committee, COSPAR, la comunità Concurrent Design Facility dell’ESA) costituiscono il secondo livello fondamentale su cui si basa l’ASI. Nessuno di questi è una creazione dell’ASI; tutti sono presupposti indispensabili per la sua esistenza.
Livello sottosistema
Le persone che fanno effettivamente funzionare l’hardware spaziale italiano per un cluster di prime, mid-cap e PMI i cui contorni sono ormai ben documentati: Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio come trio storico; Avio come campione dei lanciatori; OHB Italia come prime di costellazioni più recente; D-Orbit, SITAEL, Argotec e Qascom come volto visibile dello strato NewSpace italiano. La presentazione dello Space Intel Report tenuta all’IAC nell’ottobre 2025 ha contato circa trecento aziende spaziali italiane e ottomila dipendenti, con cinque Centri di Incubazione d’Impresa co-gestiti da ASI ed ESA: una base paragonabile in termini di numero di aziende all’ecosistema tedesco, ma con un profilo strutturale diverso, più orientato all’integrazione di sistemi a media capitalizzazione e meno alle startup di lanciatori a propulsione. Il Talent Report dell’ESPI dell’ottobre 2025 rileva una carenza di manodopera di livello medio che dovrebbe aggravarsi con l’impennata della domanda prevista per il CM25 e che si ripercuoterà direttamente sulla pipeline delle Italian Space Factories e sulle scadenze del PNRR.
Livello di sistema
A livello di sistema, l’integratore principale è l’ASI stessa, ma l’integrazione viene eseguita attraverso un triangolo formato da ASI, INAF e INFN che non ha una controparte diretta nel Quartetto. La missione AGILE sui raggi gamma , che ha operato per circa diciassette anni tra l’aprile 2007 e il gennaio 2024, ne è l’esempio da manuale: un programma di punta dell’ASI gestito congiuntamente con INAF, INFN, le università italiane e l’industria nazionale, senza un team di ingegneri interno all’ASI del tipo di quello che il CNES mantiene a Tolosa o il DLR a Oberpfaffenhofen. Un triangolo esecutivo parallelo è visibile nel programma Gamma-Flash per il rilevamento terrestre dei lampi di raggi gamma, finanziato dall’ASI e guidato dall’INAF. Il presidente dell’ASI e il direttore generale siedono al vertice di questo triangolo piuttosto che a capo di una direzione tecnica convenzionale.
Livello Supersistema
I coordinatori dell’ecosistema per l’ASI includono la NASA (attraverso il memorandum Artemis e il precedente IXPE), l’ESA (in cui l’Italia è sia presidente per il periodo 2025-2028 sia il terzo maggior contributore), la Commissione Europea (tramite la partecipazione a IRIS² e il prossimo Space Act dell’UE) e un gruppo crescente di attori statali nazionali la cui sovrapposizione con l’ASI è essa stessa oggetto di governance. Il MIMIT detiene il portafoglio dell’economia spaziale e ha firmato una “convenzione interdominio ‘Space and Blue’” con l’ASI nel dicembre 2024. Il Ministero della Difesa italiano è il co-operatore di COSMO-SkyMed nell’ambito di un accordo a duplice uso. SACE e l’Agenzia Italiana per il Commercio Estero forniscono assicurazioni sulle esportazioni e accesso al mercato: SACE ha coperto fino all'80% dell’accordo da 290 milioni di dollari tra Thales Alenia e Bangabandhu-2 nel luglio 2024, e il programma di accelerazione verticale SPACE IT UP è stato lanciato dall’ASI in collaborazione con l’ufficio di Houston dell’ITA. La convenzione rinnovata dell’ASI con la Polizia di Stato per la cooperazione in materia di criminalità informatica, firmata nel marzo 2026, estende la mappa degli stakeholder in un ambito che il CNES indirizza attraverso la DGA e che il DLR lascia al BMVg e al Comando Spaziale della Bundeswehr. La negoziazione del LED ha richiesto la presenza di sette attori al tavolo italiano (PCM, MIMIT, Ufficio per le Politiche Spaziali, Ufficio del Consigliere Militare, MAECI, Rappresentanza Permanente a Parigi, MEF), con l’ASI in qualità di presidente tecnico.
Missione e obiettivi (Dimensione finale)
Lo scopo dichiarato dell’ASI è stato riformulato tre volte in due anni, e lo scopo effettivo, che traspare dal trasferimento dell’IRIDE, dal LED, dall’impegno di Brema e dall’impegno Artemis, non è più in linea con il mandato di ente di ricerca che il decreto del 2003 aveva sancito nelle sue fondamenta.
Livello fondamentale
A livello generale, l’ASI rimane formalmente un ente pubblico di ricerca: i suoi principi fondamentali sono la comprensione, l’uso pacifico, l’accesso scientifico equo e la formazione della prossima generazione di ricercatori e ingegneri. Questo è ciò a cui serve, secondo il decreto del 2003, e rimane vero: i risultati scientifici della missione AGILE, il rilevatore IXPE, Gamma-Flash e la dimostrazione PNT lunare con LuGRE si inseriscono perfettamente in questo mandato. Il livello fondamentale di scopo non è stato cancellato; è stato sovrapposto.
Livello sottosistema
A livello di prestazioni funzionali gli obiettivi sono i soliti: affidabilità dei dati SAR di COSMO-SkyMed, integrità dei prodotti iperspettrali di PRISMA, qualificazione degli stadi superiori di Vega-C, qualità della sincronizzazione del segmento di terra e il quadro di licenze dei dati di missione formalizzato dalla IRIDE Mission Data Policy. Questi sono prevedibili e ben eseguiti. Il livello sottosistema è quello in cui lo scopo dell’ASI è meno contestato.
Livello sistemico
Le capacità operative che l’ASI offre attualmente sono più ampie di quanto implicasse il suo mandato di ente di ricerca. L’osservazione della Terra tramite COSMO-SkyMed di seconda generazione e PRISMA è una capacità sovrana con una quota di proprietà della Difesa. Il LED ha creato un’autonomia italiana nei servizi di lancio che è un obiettivo di sovranità nel senso stretto del termine. La dimostrazione PNT lunare LuGRE del marzo 2025, la convenzione sulla criminalità informatica con la Polizia di Stato del marzo 2026, il trasferimento delle risorse in orbita IRIDE alla proprietà diretta dell’ASI nel giugno 2026 e l’impegno per il modulo abitativo Artemis sono tutte capacità a livello di sistema il cui scopo non è principalmente scientifico. L’ASI è diventata, di fatto, un operatore di infrastrutture italiane sovrane e a duplice uso: il ruolo che il comunicato dello stesso Valente nomina quando dichiara che l’agenzia è ora «operatore, non solo coordinatore».
Livello Supersistema
A livello strategico, all’ASI sono state affidate tre missioni simultanee che normalmente non verrebbero richieste a un singolo ente di ricerca: una missione scientifica ereditata dal decreto del 2003; una missione di politica industriale che passa attraverso il MIMIT, la SACE e il PNRR; e una missione di capacità sovrana che passa attraverso il COMINT, la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Difesa. La legge 89/2025 aggiunge a ciò una missione di regolamentazione, designando l’ASI come autorità tecnica nazionale per le attività spaziali private, con una posta in gioco complicata dal prossimo EU Space Act della Commissione europea. L’impegno di Brema di 3,5 miliardi di euro e la presidenza italiana del Consiglio ministeriale dell’ESA sono le espressioni più visibili di un’ambizione strategica che va ben oltre l’ambito costituzionale dell’agenzia; l’assenza di qualsiasi contributo italiano alla European Launcher Challenge da 900 milioni di euro (in cui la Germania ha investito 363 milioni di euro, la Francia 179 milioni, la Spagna 169 milioni e il Regno Unito 144 milioni) è la firma più evidente di ciò che quell’ambizione ha scelto di non includere.
Integrazione: proprietà emergenti
Se considerata dimensione per dimensione, l’ASI appare come un ente di ricerca europeo di medie dimensioni con un ambizioso portafoglio internazionale. Se invece si considerano contemporaneamente tutte e sedici le celle, emergono tre proprietà che nessuna singola dimensione riuscirebbe a rivelare da sola.
Il primo è un divario tra mandato e realtà a livello della cella Finale/Supersistema che nessun atto formale ha ancora risolto. Il decreto del 2003 ha definito l’ASI come Ente Pubblico di Ricerca; l’impegno di Brema, il LED, il trasferimento di proprietà dell’IRIDE, la Legge 89/2025 e l’impegno relativo al modulo abitativo Artemis lo definiscono, nella pratica, come autorità tecnica nazionale, operatore sovrano, gatekeeper normativo e coordinatore industriale delle esportazioni. Questi quattro ruoli aggiuntivi non rientrano nell’ambito costituzionale dell’EPR. Questo divario è la caratteristica strutturalmente più distintiva dell’ASI nel Quartetto: la doppia tutela del CNES anticipa già la sovranità; la forma di associazione di ricerca del DLR è abitualmente integrata da catene separate del BMWK e del BMVg; lo status di agenzia esecutiva dell’UKSA presuppone una catena decisionale ministeriale. Solo all’ASI viene chiesto di operare come operatore all’interno di un quadro di ente di ricerca, e la cella Finale/Supersistema è dove tale discrepanza è più visibile.
La seconda è una bipartizione della governance nella cella Efficiente/Supersistema: la separazione, unica nel Quartetto, tra il livello politico (COMINT sotto il PCM, MIMIT come autorità delegata, MUR come autorità di vigilanza, MAECI per le relazioni esterne, MEF per la dotazione finanziaria) e il livello tecnico (l’ASI stessa, con INAF e INFN come bracci esecutivi). La Dichiarazione di Sfruttamento del Lanciatore ha richiesto sette attori italiani attorno a un’unica decisione europea, e ha prodotto una svolta: la fine del monopolio di operatore unico di Arianespace e della licenza di Avio a Kourou, che il CNES non avrebbe potuto ottenere e che il DLR non avrebbe cercato. La stessa bipartizione è la ragione per cui l’Italia è stata in grado di ottenere un impegno di 3,5 miliardi di euro a Brema con rapidità politica e la ragione per cui l’Italia non ha contribuito in alcun modo alla European Launcher Challenge: il livello politico ha scelto il consolidamento del campione nazionale piuttosto che la concorrenza diversificata, e il livello tecnico non aveva una voce separata con cui argomentare diversamente. La bipartizione non è un difetto; è il modo in cui il sistema prende le decisioni.
La terza proprietà emergente è una firma del modello di esecuzione nella cella Efficiente/Sistema che determina ciò che l’ASI può e non può fare. Il triangolo ASI-INAF-INFN, con i principali enti nazionali come esecutori industriali, è il modo strutturalmente distintivo in cui l’Italia gestisce le missioni di punta: un modello di “integrazione per federazione” che ha prodotto diciassette anni di operazioni AGILE, il polarimetro a piano focale IXPE, Gamma-Flash e LuGRE senza una direzione ingegneristica interna delle dimensioni del CNES o del DLR. Lo stesso modello impone un limite: è ben adatto ai contributi a livello di strumenti all’interno di architetture più ampie (Artemis guidata dalla NASA, i complementi di Copernicus guidati dall’ESA, le missioni lunari con più partner), e meno adatto ai programmi autonomi di piattaforme su larga scala che il livello Finale/Supersistema descrive ora come la missione rivelata dell’agenzia. Il trasferimento di proprietà di IRIDE nel giugno 2026 è il primo banco di prova: chiede al triangolo ASI-INAF-INFN di diventare un operatore di costellazione, non solo una federazione di strumenti.
L’ASI è un’istituzione la cui struttura originaria è stata concepita per favorire la collaborazione scientifica e che oggi si trova a sostenere un carico strategico e operativo per il quale tale struttura non era stata pensata.
Le tre proprietà emergenti si traducono in un unico quadro discorsivo. A un’architettura costitutiva (il quadro EPR del 2003, la linea di supervisione MUR, il triangolo esecutivo ASI-INAF-INFN) viene richiesto di sostenere un carico strategico per il quale non è stata concepita: autonomia sovrana in materia di osservazione della Terra e lanci, un ruolo normativo nazionale ai sensi della Legge 89/2025, un contributo alla missione lunare di classe Artemis e un ruolo di presidenza all’interno del Consiglio Ministeriale dell’ESA per un triennio in cui la stessa agenzia europea si sta ristrutturando attorno a una nuova Direzione Resilienza, Navigazione e Connettività . I partenariati chiave che rendono sopportabile questo carico sono quello interministeriale con il COMINT e quello con la federazione scientifica con l’INAF e l’INFN; il punto di congiunzione che sostiene il carico è la presidenza dell’ASI. Questa anatomia non prevede se il disallineamento sarà risolto attraverso una riforma costituzionale dell’agenzia, attraverso un ulteriore rafforzamento dello strato COMINT, o attraverso una silenziosa migrazione dei mandati operativi verso altri attori statali. Chiarisce però che la risoluzione, qualunque forma assuma, deve avvenire a livello della cella Finale/Supersistema, perché è lì che il mandato e la realtà non coincidono più.
Fonti primarie e ricerca
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ASI (2025). Spazio: al via il Consiglio Ministeriale dell’ESA sotto la presidenza italiana di Urso. ASI. https://www.asi.it/2025/11/spazio-urso-domani-a-brema-dove-presiedera-il-consiglio-ministeriale-dellesa/
ASI (2025). Valente, presidente ASI: da oggi l’Italia ha un proprio fornitore di servizi di lancio. ASI. https://www.asi.it/2025/07/valente-presidente-asi-da-oggi-litalia-ha-un-proprio-fornitore-di-servizi-di-lancio/
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